Ecco una traduzione dell’intervista a Flood per chi fosse interessato.
Sicuramente ci sara’ qualche errore ma che vi posso dire…avevate solo da tradurvela voi
.
Quanto sentivate il bisogno di cambiare? Hai dovuto lavorare molto con lo stile molto particolare della band, e la stessa band ha opposto resistenza al tuo lavoro?
Uno degli obbiettivi su questo disco era l’idea/bisogno di cambiare e far progredire la band.
Ci sono molte cose dove il cambiamento puo’ essere effettuato, il modo di scrivere, gli arrangiamenti, i testi e il suono. I Sigur Ros volevano un suono piu’ acustico e all’inizio ho cercato di provare diverse strade per arrangiare le canzoni ma con scarso successo ed ho incontrato delle resistenze da parte loro.
Comunque questa e’ stata una parte positiva perche’ ha messo a fuoco la band e l’ha aiutata a capire il fulcro e l’anima dei Sigur Ros, cosa vitale quando si cambia direzione, e hanno poi scritto e fatto gli arrangiamenti di base di circa 8 canzoni nel mese di dicembre.
Hai imparato qualcosa da questo disco che ti potra’ servire in futuro?
Una conferma nelle vecchie tecniche per i microfoni e l’importanza della performance e del sentimento umano.
La band si e’ presentata con canzoni, loops, samples dalle loro registrazioni?
Non c’era nulla di pronto per le sessions ma la band aveva gia’ provato e aveva portato 12 canzoni scritte prima della partenza.
I Sigur ros hanno in genere usato suoni analogici in passato per passarli in seguito in digitale. Avete fatto la stessa cosa?
Si, i flussi analogici in quelli digitali e’ come abbiamo lavorato ma non come facevano loro di solito. Abbiamo registrato tutto su nastro analogico e poi trasferito in digitale medium-pro tools; logic8; e soundscape. Poi solo nel mixing abbiamo usato gli effetti digitali per qualche suono, ma il segnale principale era analogico dove possibile.
Hai voluto mantenere il suono di uno dei dischi precedenti oppure ne hai voluto provare uno tutto nuovo?
E quanto del disco nuovo e’ dovuto alla tua influenza?
L’intero processo di cambiamento e’ stato molto collaborativo, e cosi’ come il nuovo sound ricercato da tutti. Volevo ridurre i riverberi e la band voleva suonare piu’ acustica. Cosi’ tutti noi ci siamo messi di buona voglia a dar forma al suono con molte prove ed errori.
Da quanto sei un loro fan? Qual e’ stata la loro prima canzone che hai sentito e come ti ha fatto sentire?
Stavo lavorando ad un film documentario nei primi mesi del 2000 e il mio amico mi suggeri’ Svefn-g-englar come musica per accompagnare una scena. Non solo la canzone era perfetta per la scena ma io sono stato completamente rapito dalla musica e ne ho cercata altra. Cosi’ ho comprato Agaetis, vidi la band due volte a Dublino, li ascoltai in diversi posti e goduto dei loro lavori come fan.
Il risultato finale ha soddisfatto entrambe le parti (Sigur ros e te) o qualcuno era in disaccordo?
Posso parlare solo per me stesso, ma ero veramente contento di come il disco e’ venuto fuori ed e’ solo l’inizio del sentiero che puo’ essere intrapreso. Ci sono molte cose che abbiamo iniziato ma non le abbiamo del tutto realizzate, cio’ significa che ci sono molte aree ancora da esplorare!
Qual e’ stato il piu’ strano metodo di registrazione/strumento usato durante le sessions?
Non c’e’ stato niente di fuori dall’ordinario, tranne la possibilita’ di usare una delle migliori collezioni di microfoni alla loro massima potenzialita’.
Misuri te stesso con il tuo ultimo progetto o c’e’ una selezione dei tuoi precedenti lavori con i quali preferisci confrontarlo? E questo come si pone con gli altri?
Non misuro mai i progetti uno con l’altro perche’ ognuno e’ unico, ma questo e’ stato veramente creativo e divertente.
Bands come i Radiohead, i Coldplay e i Sigur ros hanno un loro suono ben distinto e tecniche di registrazione particolari che immagino sia un po’ scoraggiante essere il “new guy”. Ti sei mai sentito fuori posto? Tipo andartene a casa e preparare i lavori per la nuova session?
No, non dal punto di vista del “new guy” ma a volte mi sono sentito scoraggiato dalla possibilita’ di non realizzare l’obbiettivo della band.
Sembra che i Sigur ros sapessero gia’ la direzione del loro nuovo disco prima di iniziare a lavorare con te o era una naturale progressione?
Penso che la band aveva una buona idea di come voleva e non voleva essere, cosi’ forse puo’ essere visto come un naturale progresso.
C’e’ stata qualche idea pazzesca da realizzare?
No.
A quale punto della produzione hai iniziato a pensare all’ascoltatore che avrebbe ascoltato il disco?
Infatti molti, probabilmente la maggioranza, sentiranno il disco in formati compressi o da casse di scarsa qualita’ qualcosa della quale non ti preoccupi fino al mix finale, oppure tutto cio’ ha influenzato il suono gia’ prima?
Per quanto mi riguarda non ho mai adattato il suono per quelli che vengono chiamati i media inferiori. Credo che se la canzone e’ buona andra’ bene per ogni tipo di riproduttore, l’acustica diventa un bonus. Quando mixo ascolto il risultato da diversi tipi di uscite, da grosso a piccolo, da qualita’ di studio a pessime casse per fare in modo che la canzone abbia lo stesso impatto emozionale indifferentemente da dove la ascolti.
Qual e’ la tua parte dell’album preferisci?
Tutto.
Il battere le mani e il “lalala” dell’iniziale gobbledigook mi fa tornare in mente le tecnice di Steve Reich. Quando stavate preparando le sessions, qualcuno l’ha menzionato come influenza?
Non c’e’ stato nessun accenno a mr. Reich.
Quanto e’ stata dura lavorare con i Sigur Ros?
Nulla, solo una grande energia creativa e sano divertimento.
Hai mai dissentito dalle scelte della band, o la band con le tue?
Si’, entrambe. Ma questo fa parte dellla registrazione di un disco ed e’ vitale per il risultato finale.
Se non sbaglio una volta i Sigur Ros dissero che gli piacevano gli Smashing pumpkins. Ci sono somilianze tra il modo di lavorare delle due band?
Non molte ma il desiderio di catturare l’esecuzione e la buona volonta’ di sperimentare potrebbero essere gia’ due similitudini.
Hai conosciuto la band nell’ottobre 2007 e ora l’album e’ finito nel maggio 2008, pensavi che potesse essere cosi’ veloce il processo di registrazione?
Si’, era l’ottobre 2007, in Islanda. L’album ha preso il tempo che mi aspettavo, poteva anche essere leggermente piu’ veloce ma avevo un precedente impegno nel mezzo della registrazione. E’ stato veramente positivo registrare cosi’ velocemente, si e’ usata meno testa e piu’ cuore.